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Aci San Filippo

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Ai piedi dell’Etna, tra profumi di zagara e l’azzurro mare di Trezza, là dove ancora oggi scorrono le antiche acque che diedero origine al mito di Aci e Galatea, sorge ridente l’antica borgata di Aci San Filippo.

Qui storia e fede si integrano e l’Eremo di Sant’Anna– costruito nel 1751 da un frate eremita Frà Rosario Campione (1710-1787) – è sicuramente la sintesi di questo binomio. Un’oasi di preghiera che continua ad essere luogo di lavoro e di pace, una comunità di silenzio e spiritualità, pronta ad accogliere i fedeli che raggiungono la collina a ridosso del paese.

Domina il centro abitato la Basilica di San Filippo d’Agìra. Dell’antica chiesa Matrice delle Aci, costruita nel corso del Quattrocento e del Cinquecento, e distrutta durante il terremoto del 1693, rimane qualche traccia nel campanile e nelle mura absidali. 

Il prospetto della chiesa attuale è stato disegnato dall’architetto Francesco Battaglia e realizzato tra il 1777 e il 1784. Esso è interamente in pietra bianca di Siracusa. L’imponente campanile lascia intravedere i segni della chiesa originale e custodisce, al suo interno, una piccola area museale intitolata a Papa Benedetto XVI. 

Diverse le suppellettili liturgiche, le argenterie e i reliquari di pregio, ma è la tela di San Nicola di Bari, attribuita da molti autorevoli studiosi ad Antonello da Messina, ad attirare l’attenzione. La Basilica è dedicata al santo taumaturgo San Filippo d’Agira che viene festeggiato il 12 Maggio e il 20 Febbraio come ringraziamento per la protezione durante il terremoto del 1818.

Il paese è noto per la sua vocazione agricola, e soprattutto, per la coltivazione dei lupini, ancora attiva sul territorio nella famosa piazza Reitana. 

 L’ area archeologica di Santa Venera al Pozzo ci racconta dei primi insediamenti attorno ad una sorgente d’acqua sulfurea che diede il nome al territorio circostante. Scavi recenti hanno portato alla luce circa 1700 metri quadrati di abitato insieme a vasellami e suppellettili custoditi nell’antiquarium e attestano l’esistenza di un centro abitato, identificabile con l’antica Acium.

La tradizione vuole che qui sia stata decapitata Santa Venera. Per questo nella zona fu eretta, nel 1300, una chiesetta a devozione della Santa. Conserva una splendida statua in cartapesta della Vergine, il cui  sangue scaturito dal martirio si rinnova all’interno di queste acque “guaritrici” colorandole di rosso.